Un piccolo libro per comprendere la Geografia.

La maggior parte degli studenti italiani arriva agli studi universitari con gravissime lacune in Geografia. E questo nonostante non sia mai esistia generazione più dotata di strumenti geografici, avendo tutto il mondo in un palmo di mano (“mandare la posizione su what’s app”, “seguire le indicazioni di di google maps” vi dice qualcosa?). Colpa di una rifroma scolastica che ha cancellato questa disciplina dai programmi delle scuole secondarie e colpa anche un po’ dei ragazzi, rei di avere spento quella curiosità verso il mondo e di utilizzare internet nella maniera meno corretta.
Per questo motivo ho voluto chiedere a tre giovani studiosi di scrivere con me “Orientarsi nella Geografia. Uno zaino di sopravvivenza”, un supporto didattico pensato per gli studenti di Geografia Sociale e Culturale dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, ma che è l’ideale per chi, universitario o no, vuole riappacificarsi con questa materia in poche, chiarissime pagine. E a un “politico”!

Il volume, oltre a una preziosa prefazione di Silvia Siniscalchi, ordinario di Geografia all’Università degli Studi di Salerno e presidente della sezione Campania della Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIC), si compone di 4 Capitoli, scritti da altrettanti autori, con un linguaggio molto accessibile: 1) il primo su cosa sia, compreso il suo rapporto con la cartografia, e a cosa serva la Geografia; 2) il secondo riporta e commenta alcuni tra i dati più basilari della Geografia e dove trovarli sul www; 3 e 4) gli ultimi due cercano spiegare il perché sia importante “sapere di geografia” con esempi su fenomeni globali (le migrazioni, in particolare originate da conflitti e global warming) e locali (in particolari in principali conflitti territoriali al momento presenti in Campania).

Orientarsi nella Geografia. Uno zaino di sopravvivenza.
A cura di Alberto Corbino. Autori: Andrea Cerasuolo, Alberto Corbino, Martina Iacometta, Pasquale Pennacchio. Prefazione di Silvia Siniscalchi.
Collana Geografia Maestra; L’Orientale Editrice, Napoli, 2025; pp. 142; € 9,50

Geografia sul campo: oltre la Terra dei Fuochi

Terra dei Fuochi è un toponimo col quale, per la prima volta in un report di Legambiente del 2003, viene indicato un territorio a cavallo tra le province di Napoli e di Caserta, in cui sin dagli anni ’80 la camorra locale, allora forza egemone di controllo territoriale, aveva sversato, interrato, affondato infinite tonnellate di rifiuti tossici e speciali, provenienti per la maggior parte da province del Nord Italia. Sullo stesso territorio, in aree agricole non lontane dagli assi viari più importanti, in tempi più recenti e fino ai giorni nostri, si è cominciato a bruciare scarti industriali provenienti da filiere produttive locali, riducendo una terra fertile e laboriosa a, appunto, una Terra dei fuochi. E’ qui che, da 40 anni e più, associazioni ambientaliste e antimafia, comitati civici, preti di frontiera, medici volontari cercano di strappare terra e terreno alla illegalità, al malaffare, al malgoverno, all’indifferenza istituzionale.

E’ qui che la prof.ssa Lucia Simonetti, coadiuvata dal dottorando e attivista di lungo corso Pasquale Pennacchio, ha deciso di concludere il suo corso di Politica ed Economia dell’Ambiente con gli studenti del Corso di laurea in Relazioni Internazionali e Analisi di Scenario della Università Federico II di Napoli, con un’escursione intitolata “Oltre la Terra dei Fuochi”.
L’intento è stato quello di uscire dalle pagine dei libri di testo e vedere con i propri occhi cosa è possibile conquistare e creare con il sapere, la dedizione, la passione per la bellezza e per la giustizia.
Nella sede dell’Ente Riserve Volturno Licola Falciano prima e camminando all’interno di tre aree protette del territorio poi, gli studenti hanno potuto incontrare molti protagonisti di questa lunga stagione di riscatto: Giovanni Sabatino, presidente dell’Ente Riserve; Rino Esposito, coordinatore regionale LIPU e direttore dell’Oasi delle Soglitelle; i carabinieri – forestali della Riserva Statale Castelvolturno; Alessandro Gatto, coordinatore regionale delle Guardie Giurate del WWF; Vincenzo Ammaliato, presidente dell’Associazione Domitia; Giovanni Papadimitra, presidente Comitato Kosmos. Tutt’intorno una natura di straordinaria suggestione, ritornata a ospitare centinaia di specie di uccelli migratori e stanziali. E anche questo è un percorso di pace e verso la pace.

Riflessioni geografiche n.6

Una (ennesima) discarica illegale di rifiuti a Giugliano in Campania (Na), nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”, a cavallo tra le province di Napoli e Caserta, a 1 km circa dal Lago Patria. Gli scarti da lavorazione provengono per lo più da artigiani (gommisti) e piccole imprese (tessile), oltre che dalla ristrutturazione di piccoli immobili. Una “filiera viziosa” locale che nuoce gravemente all’ambiente e alla salute dei cittadini (i copertoni vengono spesso bruciati, anche per eliminare tracce dell’intera discarica), un problema che non riesce a trovare una soluzione definitiva nonostante le denunce, da decenni, di comitati cittadini e associazioni. (Foto: P. Pennacchio, gennaio 2024).
(Parole chiave: conflitti ambientali, degrado ambientale, ingiustizia ambientale).