Se la Terra avesse una carta d’identità, le toccherebbe, come tutti noi, rinnovarla ogni tanto; con tanto di nuova fotografia. Perché, nei secoli, siamo riusciti ad avere una restituzione sempre più fedele in termini di forma e dimensione della sua superficie. È dagli anni ’70 che le principali organizzazioni non governative, con il supporto dell’UNICEF, si battono per sostituire, nella (già scarsa) cultura geografica comune, il planisfero basato sulla proiezione di Mercatore (1569, molto utile alla navigazione ma che aveva il difetto di ingrandire i territori vicini ai poli e rimpicciolire quelli vicini all’Equatore), con quella di Peters (1973, che rispettava le reali proporzioni dei continenti, ma distorceva la loro forma).
Nel 2018 tre cartografi, Bojan Šavrič (che ne ha sviluppato l’equazione matematica), Tom Patterson e Bernhard Jenny, hanno creato l’Equal Map, ispirata alla carta di Robinson (del 1963, esteticamente gradevole, ma né equivalente né conforme), e in più con il vantaggio di rispettare anche le proporzioni reali tra i continenti. Un risultato ottimale (scarica qui) che, finalmente, il 4 settembre 2026, è stato approvato dall’Assemblea ONU nella Risoluzione “Correct the Map” , promossa dal Togo, in rappresentanza dell’Unione Africana, che incoraggia tutti i paesi ad adottare ufficialmente questa proiezione. La votazione ha visto un plebiscito di 164 voti a favore, 6 astenuti (Estonia, Georgia, Lituania, Moldavia, Serbia, Ucraina) e 1 solo contrario (Stati Uniti d’America!!!), che ha motivato il suo voto con ipocrite argomentazioni (qui riportate)” (fun fact: uno degli autori è cartografo senior presso il US National Park Service).

La Equal Earth Map (Fonte: https://equal-earth.com/)










